La lingua e la traduzione come veicolo di inclusività

LA FESTA DELLA DONNA E L’IMPORTANZA DEL LINGUAGGIO INCLUSIVO

Sempre più spesso ormai si sente parlare di “inclusività”, sul posto di lavoro, nella società in genere e anche nel linguaggio. Ma cosa significa adottare un linguaggio inclusivo? Quali sono le possibili soluzioni e soprattutto ci soffermiamo mai a pensare come la nostra lingua rifletta una cultura che ha ancora molta strada da fare in termini di parità di genere?

In occasione della festa donna, vorremmo condividere con voi la nostra analisi e riflessione sull’argomento.

Sebbene il genere neutro fosse un retaggio del latino, da cui la nostra lingua deriva, l’italiano ha mantenuto solo due generi grammaticali: il maschile e il femminile. Per comodità e convenzione linguistica, è il maschile a diventare “sovraesteso”, cioè acquisisce le caratteristiche del neutro quando ci si riferisce a un audience generico. Il risultato è un linguaggio che cela una mancanza di precisione, ma anche una discriminazione nei confronti delle persone di genere femminile. Negli ultimi anni però, alcune proposte per un linguaggio più inclusivo e per un’attenzione maggiore alla parità di genere stanno prendendo sempre più piede anche in Italia.

L’uso del linguaggio come palestra

Il linguaggio è un campo fertile per mettere in pratica una maggiore inclusività e la traduzione è un’ottima palestra. L’italiano è una lingua molto ricca e ci sono tanti modi per evitare il maschile sovraesteso.

Le perifrasi che non richiedono un elemento indicativo di genere, l’uso di sinonimi o anche semplicemente una modifica strutturale della frase sono le soluzioni più comuni. Spesso gli aggettivi sono elementi problematici perché vanno accordati con il genere del sostantivo che accompagnano.

L’uso dell’impersonale e le forme passive, se non abusate, possono essere una soluzione interessante.

Se si indica un certo numero di persone, si può tentare di adottare dei nomi collettivi, oppure dei sostantivi generici. Per il concetto di “significant other” o di coppia è spesso difficile non connotare il termine scelto a livello sessuale. “Coniuge” o “partner” sono buone soluzioni per aggirare il problema.

L’uso dei femminili professionali è un altro tema molto interessante da analizzare per capire a che punto siamo a livello di inclusività nel linguaggio.

Anche nel mondo della politica, soprattutto con Laura Boldrini, si è dedicata un’attenzione sempre crescente a questo tema, con l’introduzione di termini come “ministra”, “sindaca”, “avvocata”.

La rigidità nei confronti dell’adozione di questi termini non è legata a motivazioni grammaticali, ma a motivazioni d’uso. Sono termini che non sono entrati nell’uso comune semplicemente perché riconducibili ad ambiti in cui la presenza femminile era rara, se non inesistente: politica, amministrazione, ma anche edilizia, giurisprudenza.

Spesso, le professioniste stesse sono restie all’uso del femminile della loro professione, a volte perché percepito come svilente. Interessante pensare come ci sia una percezione “meno alta” di una determinata carica se coniugata al femminile, che non è certo legata agli usi grammaticali ma piuttosto al senso comune.

Anche il mondo della traduzione non è di certo immune alle differenziazioni di genere, che spesso possono portare a risultati poco desiderabili e a volte discriminatori.

Traduttori e traduttrici: inclusività

Il termine “Traduttori”, ad esempio, è un ombrello che include l’intera categoria di professionisti, a prescindere dal loro genere. La mancanza di un genere neutro se applicato all’intelligenza artificiale può portare a problematiche anche a livello lavorativo. Nell’aprile 2020 una traduttrice ha segnalato su Twitter che usare traducteur come parola chiave su Linkedin escludeva dai risultati i profili di traductrice. Il problema sembra essere stato risolto, ma chissà quante donne hanno perso delle opportunità di lavoro a causa di un’IA addestrata a considerare il maschile come il neutro.

Togliere l’abitudine, aumentare l’inclusività

Il linguaggio inclusivo è uno strumento importante e potente per rendere un testo il più possibile adatto alla vasta maggioranza delle persone che lo leggono. Spesso è questione di abitudine. Se si pensa all’audience a cui ci si rivolge e a quanto sia potenzialmente variegato, è facile capire quanto sia importante iniziare a vedere e descrivere non solo il bianco e il nero, ma anche le sfumature. È con questi spunti di riflessione che Akab augura a tutte le donne un buon 8 Marzo.

 

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Asseverazione: come asseverare una traduzione

Cos’è l’ asseverazione

Asseverare deriva dal latino “severus” e significa affermare con decisione e sicurezza. Si definisce asseverato ciò che viene espresso con una dichiarazione esplicita di verità o esattezza. Per quanto riguarda le traduzioni, asseverare una traduzione significa garantire formalmente che il testo tradotto corrisponda in modo preciso al testo originale e ne comprenda tutte le parti.

Asseverazione traduzione milano

Traduzione asseverata

In Italia “traduzione asseverata” è sinonimo di traduzione giurata. Il traduttore giura infatti davanti a un cancelliere o a un notaio, pronunciando la formula di rito. In altri Paesi in cui esiste un albo professionale dei traduttori, è sufficiente che il traduttore giurato apponga il proprio timbro e firma sul documento tradotto. Negli Stati Uniti sono le associazioni di categoria che fanno le veci degli albi professionali e la traduzione può essere giurata autonomamente da un traduttore certificato ad esempio dall’American Translators Association.

In Italia, dal punto di vista giuridico, le traduzioni vengono assimilate alle perizie e la loro asseverazione è disciplinata dal R.D. n. 1366 del 09/10/1922, la cui validità è stata confermata dal D.Lgs. n. 179 del  01/12/2009.

Il decreto in oggetto, che attribuisce la competenza delle asseverazioni al cancelliere di un ufficiale giudiziario, afferma che “gli atti notori e i verbali di giuramento di perizia stragiudiziali sono ricevuti dal cancelliere, eccettuati i casi nei quali le disposizioni in vigore riecheggiano che l’atto notorio sia formato davanti al magistrato”.

Secondo l’art. 70 della legge n. 89  del 16 febbraio 1913 sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili, anche i notai possono asseverare (Atti che il Notaio può rilasciare alle parti  in originale  che vengono tenuti solo a Repertorio).

In cosa consiste l’asseverazione di una traduzione

L’asseverazione di un documento tradotto consiste nel giurare davanti al cancelliere di un ufficio giudiziario di avere eseguito una traduzione fedele e corretta del testo originale  al solo scopo di far conoscere la verità. Prestando il giuramento davanti al cancelliere, chi traduce si assume la responsabilità civile e penale del proprio operato e dell’eventuale falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale che, in caso di dolo, costituisce un reato previsto dall’articolo 483 del Codice Penale (falso ideologico). La responsabilità del traduttore non riguarda ovviamente la veridicità di quanto riportato nel testo originale.

L’asseverazione è necessaria per i documenti tradotti che devono avere valore legale ed essere presentati presso uffici pubblici in Italia o all’estero. Vanno asseverati ad esempio documenti personali quali titoli di studio, certificati anagrafici, sentenze di divorzio o documenti societari quali bilanci di consociate estere da depositare presso il Registro delle imprese, eventuali documenti redatti in lingua straniera da allegare ad atti notarili, procure societarie o documenti da esibire in giudizio.

Come presentare il testo per l’asseverazione

Per l’asseverazione il traduttore deve presentare il testo originale, la traduzione e il verbale di asseverazione che vengono spillati insieme in un unico fascicolo.

Il testo originale non deve essere necessariamente il documento originale e, a seconda dei casi, può essere sufficiente una copia autenticata o semplice.

E all’estero?

Inoltre, se il documento deve essere presentato all’estero, può essere necessaria la legalizzazione della firma del cancelliere o del notaio che ha ricevuto il giuramento. La legalizzazione viene definita come “l’attestazione ufficiale della legale qualità di chi ha apposto la propria firma sopra atti, certificati, copie ed estratti, nonché dell’autenticità della firma stessa” (art. 1, comma 1, lettera l del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, come sostituito dall’art. 1, comma 1 del  D.P.R. 7 aprile 2003, n. 137).

La procedura successiva all’asseverazione va decisa in base al paese in cui deve essere presentato il documento asseverato e alla natura dello stesso. Se il paese estero non fa parte dell’Unione europea e ha aderito alla Convenzione dell’Aja, invece della legalizzazione diplomatica o consolare degli atti pubblici esteri, la firma in oggetto viene legalizzata mediante l’apposizione dell’Apostille.

Anche in questo caso,  non si certifica l’autenticità del contenuto dell’atto legalizzato(oapostillato) ma della sola firma.

Legalizzazione e apostille si applicano solo agli atti pubblici ovvero ai documenti che sono redatti, “con le richieste formalità da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l’atto è formato” (art. 26 99 c.c.).

Secondo la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961, ratificata con la legge del 20 dicembre 1966, n. 1253, entrata in vigore in Italia l’11 febbraio 1978, sono considerati pubblici “a) i documenti emananti da un’autorità o da un funzionario sottoposto ad una giurisdizione dello Stato, compresi quelli che emanano dal Ministero pubblico, da un cancelliere o da un usciere di giustizia; b) i documenti amministrativi; c) gli atti notarili; d) le dichiarazioni ufficiali, quali menzioni di registrazione, visti per data certa e certificati di firma, posti su un atto privato”. Lo strumento di ratifica depositato dal Governo Italiano stabilisce inoltre che per il rilascio dell’apostille siano competenti “i procuratori della Repubblica per gli atti giudiziari, dello stato civile e notarile, e per tutti gli altri atti amministrativi previsti dalla convenzione i prefetti territorialmente competenti per la Valle d’Aosta il presidente della regione e per le provincie di Trento e Bolzano il commissario di Governo”. 

Per quanto riguarda invece i paesi membri dell’Unione Europea, va considerato il Regolamento (UE) 2016/1191, applicato interamente a partire dal 16 febbraio 2019. Tale Regolamento che si propone di favorire la libera circolazione dei cittadini semplificando i requisiti per la presentazione di alcuni documenti pubblici nell’UE, abolisce l’obbligo dell’apostille per alcuni documenti pubblici e limita le formalità riguardanti le copie autentiche e le traduzioni.

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Capodanno cinese 2020: l’anno del topo

Capodanno cinese 2020: l’anno del topo

La festa di primavera (春节 chūnjié), comunemente conosciuta in occidente come capodanno cinese, è la festa tradizionale più importante della Cina, ma è festeggiata anche in altri paesi dell’Asia tra cui Corea, Giappone, Singapore, Mongolia e Vietnam.

Questa ricorrenza non ha una data fissa perché segue il calendario lunare e quest’anno cadrà il 25 gennaio. È sicuramente la festività più sentita e anche quella con il periodo di vacanza più lungo, ben 7 giorni.

Paragonabile per importanza al nostro Natale, la festa di primavera è un’occasione per trascorrere del tempo in famiglia. Infatti, in occasione della vigilia i parenti più stretti si riuniscono e aspettano l’arrivo del nuovo anno attorno a una tavola imbandita.

In questo periodo si assiste a un fenomeno di spostamento di persone tra i più grandi al mondo: milioni di cinesi viaggiano dalle grandi città verso i loro paesi natali per tornare dai propri cari.

Durante questi giorni di festa, inoltre, è usanza che gli adulti regalino ai più piccoli una busta rossa contenente dei soldi, simbolo di fortuna e benedizione.

capodanno cinese - freepik

La leggenda

Come la maggior parte delle ricorrenze tradizionali in Cina, il capodanno lunare è legato a diverse leggende. La più famosa è senz’altro quella del mostro Nian (年兽 nián shòu), il cui nome si pronuncia e si scrive esattamente come la parola cinese per anno (年 nián).

Si racconta che nella Cina antica vivesse un mostro che trovava dimora negli abissi e che ogni 12 mesi, a primavera, vagava sulla Terra distruggendo i villaggi e i raccolti. E se per caso qualche bambino rimaneva nei campi non se ne aveva più traccia. Così, ogni capodanno, la gente si rifugiava sulle montagne per salvarsi. Un giorno però, un vecchio saggio si rifiutò di lasciare il suo villaggio giurando di sapere come scacciare il mostro. Usando luci, rumori forti e il colore rosso riuscì a terrorizzare il mitico Nian che si ritirò nuovamente negli abissi. Da allora insegnò a tutti come sconfiggere il mostro che si presentava alla vigilia di ogni nuovo anno.

È da qui che nascono le tradizioni legate a questa festa, come l’uso di petardi e fuochi d’artificio e del colore rosso per le decorazioni.

Curiosità legate alla lingua

Tra le decorazioni più diffuse del capodanno troviamo il carattere di fortuna (福 fú) scritto al contrario, spesso di colore oro e su uno sfondo rigorosamente rosso. Tanti occidentali si chiedono perché l’ideogramma venga rovesciato e la risposta è legata a un gioco di parole.

In cinese, infatti, ci sono molte parole che si scrivono diversamente ma con la pronuncia molto simile, a volte identica. Il verbo “arrivare” (到 dào) in cinese si pronuncia esattamente come il verbo rovesciare (倒 dào), il rovesciato è quindi un augurio affinché con il nuovo anno arrivi la fortuna.

Info utili

In occasione del capodanno l’Ufficio Visti del Consolato resterà chiuso dal giorno Venerdì 24 gennaio 2020 al giorno Giovedì 28 gennaio 2020. In questi giorni non sarà quindi possibile presentare richiesta di visto consolare per alcun documento.

Nei giorni precedenti e successivi alla chiusura, la presentazione delle richieste sarà regolata dal seguente calendario:

capodanno cinese anno del topo orari

Il team di Akab augura a tutti un buon anno del topo!

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mondo delle lingue taURINO TEATRO

A teatro, un monologo nel mondo delle lingue; una passione 24/7

Il mondo delle lingue, passione 24/7

Quando si è intrigati dal proprio lavoro, la passione si espande a ogni aspetto della vita, compreso il tempo libero. E così per chi si occupa di traduzioni ed è attento alle questioni linguistiche è stato impossibile resistere all’attrazione di uno spettacolo teatrale imperniato proprio su questo tema avvincente.

mondo delle lingue taURINO TEATRO

Sono bravo con la lingua, un monologo scoppiettante di Antonello Taurino, è un viaggio nel mondo delle lingue, da quelle antiche ai nuovi orizzonti dell’intelligenza artificiale. Un uomo solo sul palco per un’oretta e mezza a parlare di lingue sconosciute, glottologia e chatbot non sarà una noia mortale? E invece non lo è per niente, né per gli addetti ai lavori che ne apprezzano finezze e riferimenti tecnici, né per chi è semplicemente uno dei 7 miliardi di persone che utilizza quotidianamente questo strumento possente che ci distingue dal resto degli esseri viventi.

Attraverso questo pirotecnico excursus tra esempi provenienti dalle lingue più svariate, si comprende e apprezza come le particolarità di ogni lingua rispecchino visioni del mondo e culture diverse. E come il linguaggio resti sempre la più affascinante delle caratteristiche dell’umanità.

Per saperne di più: http://www.teatrodellacooperativa.it/

Sono bravo con le lingue

Lo sapete che i Kuuk Thaayorre non hanno parole per distinguere destra e sinistra? Che i Piraha non ne hanno per i numeri? Che i Finlandesi nella loro lingua non marcano il genere ma hanno un termine per la distanza che una renna può percorrere senza fermarsi? Che non è vero che gli eschimesi hanno infiniti sinonimi per “neve”, ma che la propensione al risparmio dei cinesi dipende forse un po’ anche dalla loro lingua, dato che il tempo verbale del futuro non è grammaticalmente distinto dal presente? E poi: dove ci porteranno gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, della Linguistica Computazionale e della sempre maggiore diffusione di chatbot e assistenti vocali? E cosa sappiamo delle ultime scoperte della Neurolinguistica?

Il valore della parola

Al momento, gli studiosi concordano nel dire che le più innovative tecnologie dei più esperti programmatori, ingegneri e linguisti, riunita insieme, ancora per molto non riuscirà a eguagliare la potenza del miracolo che accade nel cervello di un bimbo quando impara la lingua madre, ben prima di andare a scuola. Niente è più umano del linguaggio: nasciamo con una disposizione naturale a parlare, così come il volo per gli uccelli: “In-fante”, “In-fans”, è colui che non parla. Perché la lingua è ciò che usiamo per comunicare, scrivere, raccontare il mondo; ma è anche una finestra sui nostri meccanismi cerebrali e un riflesso del mondo che ci circonda.

Curiosità e dettagli in un monologo divertente

Un viaggio nella linguistica attraverso le curiosità più divertenti degli idiomi del mondo, un monologo nello stile di altri spettacoli di Taurino: argomenti serissimi trattati in modo comicissimo. Qui è l’esilarante confessione di un docente di lingue antiche alle prese con la svolta lavorativa più destabilizzante della sua carriera: la possibilità di trasferirsi in un’azienda hi-tech della Silicon Valley.

yesmilano cinese

YESMILANO: la città di Milano parla cinese

Il nuovo official account della città di Milano e il suo Mini Program approdano su wechat e parlano cinese.

Il giorno 7 novembre, presso la Camera di Commercio di Milano, Promos Italia ha presentato agli esercenti della città un programma nuovissimo volto ad allargare la vetrina milanese al pubblico cinese: YESMILANO探索米兰 è l’account ufficiale Wechat dedicato alla città di Milano a cui verrà collegato un Mini Program, Experience Milano 探索米兰, grazie al quale i visitatori cinesi avranno a disposizione una vera e propria guida della città con informazioni sui punti di interesse, eventi, servizi, negozi e ristoranti.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di facilitare la programmazione di un viaggio a Milano da parte del turista cinese e rendere più agevole la sua visita, puntando così ad aumentare la permanenza media in città che ora si attesta sulle 17-18 ore.

yesmilano cinese
Yesmilano via Comune di Milano

Turismo cinese in crescita

Il turismo cinese risulta essere tra i più redditizi per il capoluogo meneghino, con uno scontrino medio che supera i 1.100 euro, ed è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni.

Non stupisce quindi che ci sia attenzione a questo fenomeno e che si cerchi di migliorare il posizionamento della città sul mercato cinese sfruttando un’applicazione come Wechat, una tra le più usate nel Paese di Mezzo e che vanta un utilizzo medio di 3 ore al giorno da parte degli utenti cinesi.

Contenuti interamente in lingua

Durante l’evento si è sottolineata l’importanza di poter promuovere la propria attività all’interno di uno strumento così familiare, e quasi indispensabile, per i cinesi con un contenuto interamente in lingua cinese.

Yesmilano via Comune di Milano

Un forte accento è stato messo proprio sulla centralità dei contenuti tradotti per veicolare i valori del proprio brand e promuoverlo correttamente all’interno di questo gruppo di consumatori sempre più importante per il Made in Italy.

Una comunicazione efficace che tenga conto di ogni sfumatura linguistica e culturale è essenziale per dare visibilità al proprio marchio in un mercato così vasto e con un consumatore culturalmente sensibile come quello cinese.

Per avere successo, diventa quindi indispensabile affidarsi a professionisti come noi di Akab pronti ad accompagnare la tua azienda in questo viaggio verso l’oriente, ormai sempre più vicino.

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2021, l’anno del bue

2021, l’anno del bue nel Capodanno Cinese

Tra qualche giorno in Cina si festeggerà l’arrivo dell’anno del bue, anche tradotto come bufalo (牛 niú).

viaggio-in-cina

Il bue è il secondo segno zodiacale del ciclo dei dodici anni lunari. Si dice che le persone nate sotto questo segno abbiano una personalità forte, determinata, ambiziosa e diligente.

Ma perché proprio il bue occupa il secondo posto nel ciclo lunare?

chinese new year – freepik

Ci sono diverse leggende che raccontano la nascita dello zodiaco cinese. La più gettonata è quella che attribuisce all’Imperatore di Giada l’idea di indire una gara in onore del suo compleanno, per stabilire l’ordine che i 12 animali avrebbero preso nel ciclo lunare. Altri, invece, raccontano che sia stato Buddha a convocarli.

zodiac signs – radiowe

Ad ogni modo, la sostanza della storia dello zodiaco cinese è essenzialmente la stessa: i 12 animali chiamati a competere iniziarono la loro corsa verso il traguardo e poi la traversata del fiume.

Il gatto e il topo, inseparabili amici ma entrambi pessimi nuotatori, convinsero con astuzia il generoso bue a scortarli sulla sua schiena per tutto il tragitto, con la promessa di non tagliare il traguardo prima di lui. Lungo la strada, però, il topo, forse per invidia, gettò il suo amico gatto nel fiume (alcuni attribuiscono a questa storia la famosa rivalità tra gatto e topo), impedendogli di arrivare fino in fondo. Intanto il bue, grazie alla sua tenacia, era quasi arrivato al traguardo quando il topo gli saltò davanti, aggiudicandosi il primo posto e lasciando al bue il secondo gradino del podio. Subito dopo, maestosa ed elegante, arrivò la tigre che si aggiudicò il terzo posto.

All’improvviso si sentì un tonfo. Il coniglio, che fino a quel momento aveva saltato di roccia in roccia, scivolò. Per fortuna riuscì ad aggrapparsi a un tronco ed arrivare fino al traguardo.

Con sorpresa di tutti, che lo davano come vincitore favorito, al quinto posto arrivò il drago. La storia narra che durante il percorso, il drago scelse di fermarsi ad aiutare delle persone bisognose e quando stava per tagliare il traguardo, vide un piccolo animale peloso in difficoltà su un tronco. Così decise di portarlo in salvo, spingendolo a riva con un colpo d’ali. Ed ecco spiegato perché il potente drago alato si aggiudicò solo il quinto posto.

Anche il cavallo, al galoppo, era in dirittura d’arrivo, quando all’improvviso lo scaltro serpente che si era nascosto sotto il suo zoccolo scivolò fuori e approfittò del suo spavento per accaparrarsi il sesto posto, lasciando il settimo al cavallo.

Non molto tempo dopo, arrivò anche la scimmia, seguita dal gallo e dalla pecora. La leggenda vuole che questi furono gli unici tre animali ad aiutarsi davvero a vicenda: il gallo trovò una zattera e la scimmia e la pecora vi salirono, impegnandosi tutti per spingerla a riva.

abcina

All’undicesimo posto arrivò il cane. Infatti, nonostante fosse un abile nuotatore, decise di approfittare dell’acqua fresca del fiume per farsi un bagno, rallentando la sua corsa. A quel punto, l’imperatore stava per dichiarare la gara conclusa, quando si sentì il grugnito del pigro maiale.

Il maiale si posizionò dodicesimo perché a metà della corsa, preso dalla fame, decise di fare una pausa e dopo aver mangiato si lasciò vincere dal sonno per una pennichella. Solo dopo il pisolino decise di riprendere la corsa. E fu così che, da allora, il ciclo lunare si apre con l’anno del topo e si chiude con l’anno del maiale.

Il team di Akab coglie l’occasione per farvi tanti auguri e ricordare che, nel periodo dall’11 al 26 febbraio, le richieste di traduzione da e verso la lingua cinese potrebbero subire un allungamento nelle tempistiche dovuto alle festività cinesi.

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Certificazione UNI EN ISO 17100:2015, rinnovata la certificazione qualità di AKAB

Certificazione UNI EN ISO 17100:2015, rinnovata la certificazione qualità di AKAB! 

Gli ultimi giorni in presenza completa da parte del nostro team ci hanno visto coinvolti nel rinnovo della certificazione Qualità.
Nonostante le novità da mostrare all’ente certificatore siano state poche, vista la situazione attuale, il team di Akab ha dimostrato nuovamente la qualità del proprio lavoro.

Il CSI ha quindi certificato ancora una volta la nostra conformità alla norma UNI EN ISO 17100:2015, che specifica i requisiti, le risorse e tutti gli aspetti necessari all’erogazione da parte di un fornitore di servizi linguistici (TSP Translation Service Providers) di un servizio di traduzione di qualità.

Confermati i nostri pilastri per la fornitura di servizi di traduzioni professionali:

  • l’organizzazione basata su decenni di esperienza,
  • la disponibilità di un sofisticato programma gestionale che consente la tracciabilità su tutto il processo,
  • la scelta di traduttori affidabili e competenti,
  • l’utilizzo esperto della tecnologia alla base della nostra vita quotidiana professionale.

AGGIORNAMENTO COVID
Già da qualche giorno il team Akab lavora prevalentemente in remoto per dare il proprio contributo al rallentamento della pandemia. Saltuariamente una persona del team potrebbe essere presente in ufficio. Chiediamo di essere avvisati nel caso di invio di documenti cartacei alla nostra attenzione e di fissare un appuntamento se si desidera incontrare qualcuno del nostro staff.

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Situazione tribunale legalizzazioni Covid 19

Legalizzazioni e ritardi Procura – Covid 19

A causa del perdurare dell’emergenza Covid-19, la procura di Milano ha stabilito un nuovo iter per apostille e legalizzazioni che comporterà delle tempistiche più lunghe.

Nonostante il nostro costante impegno nell’offrirvi il servizio migliore, le tempistiche della procura esulano dal nostro controllo e vi chiediamo pertanto di tenerne conto nel caso abbiate necessità di questo servizio e di programmare per tempo l’invio dei documenti.

Potete trovare maggiori dettagli nell’informativa allegata.

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Wechat: la super app per conquistare il mercato cinese

Wechat: la super app per conquistare il mercato cinese

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 è diventata sempre più evidente la necessità di puntare sull’e-commerce e di costruire un’identità digitale del proprio brand.

Secondo gli esperti il primo dei mercati internazionali a riprendersi dalla crisi sarà quello cinese, che diventerà uno degli sbocchi principali per l’export italiano. Soprattutto attraverso il canale e-commerce. Ma come riuscire a raggiungere il consumatore cinese e far conoscere il proprio brand in Cina? La risposta è Wechat. Ecco qualche dettaglio sull’app “All-in-One” più diffusa tra i cinesi.

微信 – Weixin, letteralmente micro-messaggi, è il nome cinese dell’app più popolare del regno di mezzo. Inizialmente nata come applicazione di messaggistica istantanea, si è evoluta nel giro di 8 anni fino a diventare una piattaforma multitasking.

Questa applicazione, infatti, non è un semplice equivalente cinese del nostro Whatsapp, bensì un aggregatore di app che racchiude al suo interno le funzionalità di Whatsapp, Facebook, Amazon, Deliveroo, Uber, Paypal e non solo.

Cosa possono fare quindi gli utenti con Wechat?

Oltre a chattare con gli amici, un utente Wechat può seguire i post e le foto dei propri contatti (compresi gli account ufficiali), prenotare e pagare un taxi, prenotare un tavolo in un ristorante e dividere il conto con gli amici, saldare le bollette, fare shopping online o pagare i propri acquisti in negozi fisici, prenotare una visita dal medico e molto altro ancora. È un vero e proprio ecosistema digitale dal quale virtualmente non si esce mai.

Perché è importante per chi vuole penetrare nel mercato cinese?

Secondo il 44˚report sullo sviluppo di internet in Cina, pubblicato dal China Internet Network Information Center, al giugno 2019 si contano 854 milioni di utenti internet di cui il 99,1% vi hanno accesso attraverso un dispositivo mobile. Queste percentuali strabilianti si comprendono meglio se si pensa che la diffusione di internet in Cina ha coinciso con l’ascesa degli smartphone.

Secondo i dati riportati da BCG Analysis, entro il 2020 gli acquisti on-line via smartphone costituiranno il 74% di tutto l’e-commerce cinese.

Considerando che il 79% dei cinesi che possiedono uno smartphone utilizzano Wechat e che, secondo eMarketer, la percentuale è destinata a salire nei prossimi anni, l’importanza di questa applicazione per raggiungere il consumatore cinese diventa chiara.

Un utente cinese spende in media 4 ore al giorno all’interno dell’app, che secondo gli ultimi dati rilasciati da Tencent (proprietaria della piattaforma) conta circa 1 miliardo di utenti attivi mensilmente.

Cosa offre Wechat alle aziende?

Visto quanto detto finora, è lecito affermare che si tratta della piattaforma perfetta per aprirsi al mercato cinese, un potente strumento C2C e B2C.

Sempre più aziende internazionali possiedono un account su Wechat con cui promuovono e vendono i propri prodotti e servizi.

Un account ufficiale permette di veicolare la comunicazione del brand e renderlo noto al consumatore cinese. Basta pensare che la maggior parte delle PMI cinesi prestano molta più attenzione ai loro account Wechat piuttosto che ai loro siti web.

Inoltre, un utente WeChat può aggiungere un account ufficiale come se aggiungesse un amico, e può quindi inviare messaggi come se fosse un contatto privato. Ciò crea opportunità interessanti per utilizzare WeChat come piattaforma di servizio clienti.

Come sfruttare al meglio Wechat?

Con contenuti di qualità. Non bisogna dimenticare che Wechat è una piattaforma di social commerce che fornisce contenuti e permette di condividerli: è quindi importantissimo curarli in modo che i valori del brand possano essere trasmessi con efficacia.

Uno studio di Common Sense Advisory, condotto in vari paesi tra cui la Cina, ha rivelato che il 78% dei consumatori della terra di mezzo sono più inclini a comprare un prodotto che si presenta nella loro lingua madre.

Quindi, per avere successo in Cina, oltre a promuovere i propri prodotti e servizi su Wechat è essenziale farlo avendo un partner affidabile in grado di localizzare i contenuti in maniera accurata.

Se hai bisogno di un preventivo per la traduzione di testi da italiano a cinese o viceversa, contatta il nostro responsabile per l’area Cina!

Dal nostro responsabile | Asian Market Specialist  (亚洲市场专家)

Akab è con voi – Akab #distantimavicini

traduzione akab

Traduzione e smart working

La ripartenza generale si avvicina e dopo due mesi di lockdown, noi di Akab siamo di nuovo pronti a supportarvi.
Dall’inizio dell’emergenza Akab non si è mai fermata e, nel rispetto delle disposizioni ministeriali,  ha continuato a offrire i propri servizi e la propria professionalità in modalità smart working.

Traduzioni professionali

I servizi di traduzione non hanno subito alcuna variazione e vengono forniti come di consueto, con ricezione e invio dei documenti per via telematica.

Interpretariato

In questo periodo in cui è più difficile incontrarsi di persona è possibile comunque sfruttare le nuove tecnologie per organizzare interpretariati online.
Contattaci per scegliere la soluzione migliore per il tuo meeting.

Traduzioni giurate e legalizzazioni

I servizi di asseverazione, legalizzazione e visti consolari sono al momento sospesi per via della chiusura degli uffici preposti del tribunale e di alcuni consolati. Tuttavia, nei prossimi giorni questi servizi potrebbero tornare disponibili, anche se con limitazioni e tempistiche
diverse rispetto al solito.

Noi del team di Akab e i nostri periti ci teniamo costantemente aggiornati sulla situazione per potervi informare sugli sviluppi e la fattibilità di questi servizi.

Chiedi un preventivo per le tue necessità:

https://www.akab-lsp.com/preventivionline/

Saremo lieti di rispondere rapidamente e trovare insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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8 marzo e oltre…Traduzione e Localizzazione, un settore al femminile

Quest’anno l’8 marzo 2020 è passato in sordina, travolto dall’emergenza COVID-19. Pensiamo però che la questione trattata sia interessante e che valga la pena affrontare il tema in qualsiasi giorno dell’anno.

Le donne sono più brave nell’apprendimento delle lingue?

Sicuramente questo è uno dei luoghi comuni condiviso da molte persone ed è anche un argomento che suscita l’interesse di studiosi e linguisti. Al momento esistono studi e opinioni contrastanti al riguardo, c’è chi afferma che la differenza di genere abbia un ruolo nell’apprendimento linguistico e chi crede, invece, che la differenza stia solo nell’ambiente sociale a cui si è esposti.

Detto questo, è sicuramente vero che gli studi linguistici registrano un’alta componente femminile, e questo si riflette anche nel settore della traduzione.

Secondo quanto riportato nello studio di settore condotto dall’associazione europea ELIA ben il 73% dei loro intervistati nell’industria della traduzione sono donne.

Reddito e presenza femminile

A questa schiacciante maggioranza di presenza femminile nel settore però non corrisponde una percentuale altrettanto alta quando si parla di reddito, che vede gli uomini in maggioranza per le fasce di reddito più alte (Elia Language-Industry Survey Report 2019).

Lunga è ancora la strada verso la parità di genere anche in un settore come quello della Traduzione e Localizzazione, dominato dalla presenza femminile.

Con l’augurio che tutte le donne nel settore possano realizzarsi e seguire la loro passione per le lingue, Akab celebra la donna per l’8 marzo, e oltre.

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Le parole intraducibili

Quando la lingua è sinonimo di cultura: le parole intraducibili

Il processo di traduzione (dal lat. traducere, trans «oltre» e ducĕre «portare», «trasportare») è fondato sull’idea che sia possibile veicolare un significato in modo efficace da una lingua a un’altra. Ci sono diversi modi per farlo: con una traduzione letterale si aderisce fedelmente ai significati ma anche alla struttura del testo di partenza, cercando di distaccarsene il meno possibile anche a livello formale. In una traduzione libera, invece, si sceglie di reinterpretare il testo allontanandosi dalla struttura dell’originale, proprio perché l’obiettivo è rendere la traduzione più vicina e quindi più fruibile ed efficace nella cultura di arrivo.

Senso o forma?

In ambito professionale, si predilige sempre il veicolamento del senso del testo di partenza piuttosto che della sua forma, perché non è necessario avvicinare rigidamente la traduzione a livello strutturale ma è invece fondamentale trasporre i significati più profondi del testo. Si cerca quindi un punto d’incontro tra i due sistemi linguistici, in modo tale da non rendere il testo troppo distante (e quindi estraniante) né dalla cultura di partenza né da quella di arrivo.

L’unicità delle lingue, tesori linguistici

Perché ciò accada, è necessario che esista una corrispondenza di fondo, anche minima, che accomuni sistemi linguistici diversi. Nella maggior parte dei casi, la traduzione è possibile proprio per questo e, se non esiste un corrispettivo diretto di una parola, una perifrasi o un giro di parole permettono di trovare una soluzione adeguata. Ma ogni lingua è, dopotutto, una realtà a sé e presuppone una visione unica della vita e del mondo. Alcune lingue celano dei veri e propri tesori linguistici, parole incredibili che evocano sentimenti, immagini, situazioni strettamente legate alle abitudini e alla cultura dei popoli che le parlano e a cui non tutti hanno saputo dare un nome.

@Hyggye and Lis

Parole uniche e intraducibili

Ecco qualche curioso esempio:

KOMOREBI [木漏れ日] (giapponese): la luce che filtra tra le foglie degli alberi

VOORPRET (neerlandese): la capacità di essere felice per l’anticipazione di qualcosa che avverrà

SOBREMESA (spagnolo): rimanere seduti a tavola a chiacchierare dopo i pasti

YUYIN [余音] (cinese): l’eco che rimane nelle orecchie dopo che il suono è svanito

IKTSUARPOK (inuit): quando si aspetta qualcuno e non si riesce a smettere di controllare se sta arrivando

SAMAR (arabo): sedersi insieme per raccontare storie all’ora del tramonto

RETROUVAILLES (francese): la gioia di ritrovare una persona amata dopo una lunga separazione

FIRGUN (ebraico): la gioia disinteressata per qualcosa di bello che è accaduto a qualcun altro

FORELSKET (danese e norvegese): l’euforia dell’innamoramento

CAFUNÉ (portoghese): passare le dita tra i capelli della persona amata

MAMIHLAPINATOPEI (yaghan): gli sguardi intensi che si scambiano due persone troppo timide per fare la prima mossa

ODNOLIUB [однолюб] (russo): una persona che ha solo un amore nella propria vita

MERIGGIARE (italiano): riposare all’aperto nelle ore pomeridiane.

@Curiousoctopus

Crogiolandosi nella dolcezza di queste immagini, è facile capire perché non è sempre facile trasporre i significati da una lingua a un’altra. Per essere in grado di tradurre (nel senso proprio di trasportare) i concetti in maniera efficace, è necessario avere una consapevolezza profonda delle differenze linguistiche e culturali, rispettare la lingua (e la cultura) che ci si trova davanti e accettare il fatto che, purtroppo, si perderà sempre qualche sfumatura in questo splendido processo. Ma basta un pizzico di sensibilità per riuscire a dire quasi la stessa cosa.

Ogni lingua è, innanzitutto una poesia. Noi in Akab lo sappiamo bene.

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